Rassegna stampa.
Il Sunday Mirror di oggi (un tabloid della peggior specie, e pure nell’edizione domenicale…) ha dedicato una pagina intera al “Progetto Arnisdale”.
Di cosa si tratta?
Arnisdale e Corran sono due microscopici paesini nelle Highlands dalla popolazione complessiva di 40 anime, compresi 9 bambini e la seconda casa di un professore del mio Dipartimento (nella foto).
I due villaggi sono separati dal resto della Scozia da montagne e dall’isola di Skye da un limbo di 14km di mare. Non hanno Broadband di alcun tipo, nonostante il Governo scozzese li abbia da anni inclusi nella lista dei “rural places” per i quali è prioritario dare connettività. Qualche anno fa British Telecom, che è obbligata per legge a fornire accesso telefonico per tutti, stese dei cavi telefonici di rame lungo le strette strade, ma ovviamente non solo usabili per null’altro che non sia voce (per i nerd: si, sono linee multiplexate).
E qui arrivano i nostri eroi della School of Informatics (cioè io) che il prossimo weekend porteranno banda larga ai due paeselli assetati di Internet attraverso un link wireless sopra il mare, un paio di tralicci innalzati in giardini privati e una rete wireless “municipale” tra i tetti delle case dei villaggi.
Per la cronaca: seppure ho il benestare del municipio locale e il supporto degli indigeni, che mi adorano più della Regina, siamo totalmente fuori legge perchè trasmetto a potenze ben superiori alle regolamentazioni e ovviamente non abbiamo alcuna licenza per esser un Internet Provider…
Tecnicamente il progetto non mi spaventa per nulla, ma viste le condizioni culturali/metereologiche del posto non si sa mai!
Si tratterà del primo “testbed” in cui implementare reti mesh (ovvero “da tetto a tetto”) e realizzare alcuni esperimenti che ho in mente e che se tutto va bene finiranno nella mia tesi di Dottorato. Per i nerd, le prime direzioni di ricerca sono:
- caching distribuito per bandwidth preservation (che chiamerò “Squid on the roof”),
- un’architettura VoIP distribuita per telefonia village-wide che sia più solida dell’anacronistica infrastruttura attuale di BT,
- QoS distribuito e “collaborazione costruttiva” per la condivisione volontaria del propio accesso a Internet.
Sono sempre alla ricerca di altre località, non necessariamente in UK o EU, che possano esser valide opzioni per gli esperimenti futuri.
Se avete idee, fate un fischio!
ps: un grazie a Giucas, che verrà in Scozia a darmi una mano questo weekend!
Posted at 19:46


Mino, quando ti ribecco da queste parti, voglio un tuo autografo :)
Comment by edivad82 — 4 November 2007 @ 22:56