Lettere non spedite.
“Ciao.
Metà pomeriggio qui nella hall “del silenzio”.
Centinaia di persone siedono per terra ad ascoltare nessuno che parla.
La mia testa corre da un pensiero ad un’altro, contenta di non riuscire a rimaner vuota.
Troppo caldo qui, e troppo difficile la digestione dell’ennesima scatoletta di baked beans, percui approfitto di una sedia vuota tra una vecchia francese e una giovane polacca per scriverti qualche riga.
Qui la storia, quella con la minuscola, si ripete.
Un anno fa’ era lo stesso: nella “hall del silenzio” facevo il punto di quello che non m’andava giù.
Dopo dodici mesi, dopo un numero interminabile di aerei, una lettera di dimissioni, una nipote e una project proposal, sono sempre qui, solo, a usare questo arbitrario riferimento temporale dell’ultimo dell’anno per capire cosa non va e cosa voler fare.
Premesse da anni uguali, domande che han girato i pavimenti delle fiere di mezz’Europa, propositi sempre rinviati.
Eppure quello che non va è fin troppo chiaro.
È quello che funziona, che è difficile da capire.
Te ne scriverei.”
(31/12/07, 16:03, Genève Palexpo)
Posted at 01:49


strano che tu sia ermetico..!!!e anche un po paccaro!! =)
Comment by giu =) — 9 January 2008 @ 22:21