L’assassino ha un nome.
L’assassino di Lisa Ardenghi ha ora un nome.
I due sbirri sono riusciti a dipanare la matassa di questo caso da troppo tempo irrisolto. Con uno stratagemma e sotto copertura, i due sono riusciti a farsi prestare l’auto dell’assassino per poterla analizzare in profondità.
I poliziotti sapevano di poter trovare prove ancora valide, grazie alla scarsa cura per l’igiene già nota per almeno due fattori:
- il fatto che l’assassino non abbia mai pulito l’auto, immatricolata nel 2002.
- la sua famosa teoria per cui in trekking di più giorni sono sufficienti “la maglietta A e la maglietta B“, da indossare alternandole una per giorno per provare una sensazione di freschezza costante. Testimoni riferiscono che abbia più volte sostenuto: “una mutanda ha quattro lati, percui è usabile fino a quattro giorni”. E’ stato fin’ora impossibile confutare queste teorie con test di laboratorio, dopo il terzo giorno i topi hanno sollevato obiezione di coscienza.
Uno scontrino nascosto in una confezione di chewing gum scaduto (grande rivelazione: a 5 anni dall’acquisto anche le gomme da masticare scadono!) mostra che quella sera di metà estate, l’assassino è stato nel negozio della vittima, il famoso “Bimbotta” a Crosio Valtellino.
La contraddizione è evidente: quale futuro padre farebbe mai centinaia di chilometri per andare a comprare delle salviettine e del baby bagno un mese prima della nascita di sua figlia? Gli psicologi del reparto di criminologia ci segnalano che si tratta di un comportamento tipico di una persona dotata di doppia personalità. Una di quelle che, vestite di tutto punto, il giorno del proprio matrimonio vanno in chiesa con la bici da corsa.
L’elemento chiave è stato rinvenuto nel portaoggetti della portiera: una benda copiosamente macchiata di sangue. Un primo esame del DNA ha mostrato che si tratta certamente di sangue umano. L’assassino si è giustificato affermando che è comodo avere quella benda a portata di mano come panno per il parabrezza. D’altra parte, chi d’inverno non userebbe una benda insanguinata per togliere l’appannamento dal vetro, lasciando inquietanti nonchè poco pratiche scie rosse su tutto il parabrezza? Una tesi poco plausibile.
Sono state trovate inoltre ricevute del cambio di svariati euro in dollari neozelandesi e di dollari americani in valuta peruviana, prove certe di una rocambolesca fuga all’estero.
Guardatelo, l’assassino.
Si nasconde dietro una vita apparentemente normale, con una moglie e una bimba bellissime.
Ma guardatelo bene negli occhi.
Guardate questo badge, che vorrebbe mostrare la sua appartenenza alla setta segreta degli “Euro<26″ (probabilmente falso anch’esso, l’assassino ha infatti 31 anni e non potrebbe esserne un membro).
Ricordate quella faccia.
E’ pericoloso.
E potrebbe colpire ancora.
Posted at 19:21


per la cronaca: tutti gli elementi sono, purtroppo, veri.
Comment by mino — 2 April 2008 @ 19:25